Pro loco Caggiano
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Skip Navigation LinksHome > Caggiano nel mondo > Caggiano e Caggianesi > Don Vittorio Lamattina martedì 16 luglio 2019 - 00:14:17
Caggiano nel Mondo
Caggiano e Caggianesi
Don Vittorio Lamattina
Caggiano nel Mondo
Arciprete Sac. Don Vittorio Lamattina L'8 luglio p.v. celebrerò il cinquantesimo anniversario della mia Ordinazione sacerdotale, che voglio ricordare e rivivere nel raccoglimento e nella preghiera, in intima unione a Cristo, sotto lo sguardo amorevole della Madonna.

L'8 luglio 1951, Sua Eccellenza Reverendissima monsignor Giuseppe Maria Palatucci, Vescovo di Campagna, a Caggiano, nella Chiesa di S. Maria dei Greci, allora parrocchiale, dove ero stato battezzato e avevo fatto la Prima Comunione, davanti ai fedeli di tutta la comunità interparrocchiale, mi ordinò Sacerdote di Cristo. Avevo poco meno di venticinque anni.
Ben dodici anni di Seminario, prima a Mercato Cilento (Sa), poi a Campagna ed infine a Salerno, al Regionale, mi avevano formato spiritualmente e culturalmente.
Quando la mattina dell'8 luglio 1951 il Vescovo, nella persona di S.E. Monsignor Palatucci, stese le mani sul mio capo e, invocando lo Spirito Santo, mi diede il potere di celebrare la S. Messa, di rimettere i peccati, di amministrare i Sacramenti, di predicare e di guidare le anime verso la salvezza, sentii nel mio spirito di Sacerdote novello una trasformazione, accompagnata da una profonda commozione, ma anche da una sincera gratitudine verso il buon Dio, datore di ogni bene, verso la cara Madonna, madre di Gesù e nostra, e verso coloro che mi avevano incoraggiato e sostenuto nel mio cammino verso l'altare del Signore, in particolare i miei genitori e famigliari, inoltre S.E. Monsignor Palatucci, i Parroci di Caggiano, D. Vincenzo Morone, D. Michele Isoldi, D. Enrico De Stefano,Superiori e Docenti del Seminario, il mio Direttore spirituale, Monsignor Gianluigi Fontana, i fedeli della Comunità interparrocchiale di Caggiano, D. Francesco Parrella, P. Serafino Carucci, P Benedetto Pecora, D. Salvatore, D. Nicola Credentino, D. Antonio Soldovieri.
Dopo l'Ordinazione sacerdotale, quando i fedeli passarono davanti all'Altare per baciarmi il palmo delle mani, ancora profumate del Sacro Crisma, qualche lacrima rigò le mie guance. Quanto avevo atteso ed invocato quel giorno radioso! Mia madre, che aveva tanto desiderato dì essere presente alla mia Ordinazione Sacerdotale, lei, che mi era stata sempre accanto, con affetto, cura e vigilanza costante, supplicando il Signore e la Madonna affinché avessi raggiunto e vissuto il mio Sacerdozio secondo il Cuore di Cristo, purtroppo non era fisicamente presente, perché il Signore l'aveva chiamata a sé due anni prima. Sono certo che dal Cielo avrà intensamente gioito con me.
Sull'immaginetta - ricordo della mia Ordinazione sacerdotale volli che fosse scritta un'accorata preghiera che scaturiva da una sincera e filiale fiducia verso la Vergine Benedetta, coltivata sin dai lontani anni della mia fanciullezza: "Maria Immacolata, siatemi sempre mamma, come lo foste di Gesù, Sommo ed Eterno Sacerdote”
La mia vita, oltre che dalla presenza paterna e misericordiosa di Dio, è stata segnata profondamente dalla presenza provvidenziale di due donne meravigliose, sempre premurose e vigilanti, che il Signore ha messo al mio fianco: la Madonna, che ha guidato i miei passi verso il Sacerdozio e poi nel mio apostolato verso le anime, e mia madre, che mi ha sempre seguito con affetto, intelligenza, delicata attenzione.
Nell'ottobre del 1951 S.E. Mons. Palatucci, Vescovo di Campagna, mi diede la prima destinazione, la cura spirituale della Parrocchia di S. Pietro Apostolo in Satriano di Lucania, come successore di Monsignor D. Antonio Cammardella, un maestro ed un apostolo, che aveva trasformato il volto della Comunità con una pastorale veramente evangelica.
Quella di Satriano fu per me un'esperienza incisiva, vissuta per ben undici anni, 1951 1962, con entusiasmo, slancio, abnegazione, raccogliendo frutti copio¬si di bene. La popolazione di Satriano molto bene rispose alle mie sollecitazioni pastorali perché ascoltava e si confrontava con la parola di Dio, vivendola nel quotidiano con serietà ed impegno.
I ragazzi dell'Oratorio e i giovani dell'Azione Cattolica furono i privilegiati della mia azione pastorale. La partecipazione alla catechesi, l'amore all'Eucaristia, la devozione alla Madonna e a S. Rocco costituirono il lievito potente per la crescita della Comunità. Tre Sacerdoti, uno diocesano, D. Michele Perrone, due Missionari, P. Antonio Palermo, oggi in Brasile, P. Vincenzo Pascale, oggi in Giappone, e cinque Suore sono stati il dono più bello della Parrocchia di Satriano alla Chiesa di Dio.
La costruzione della Chiesa parrocchiale, danneggiata dal tempo e dagli eventi bellici, la trasformazione della Chiesa di S. Sofia in Scuola materna sono una testimonianza della collaborazione tra Parroco, Autorità e popolo. Nella Scuola elementare il contatto con i ragazzi mi dava la possibilità di approfondire le verità della fede, già conosciute alla Scuola di catechismo. I docenti sono stati i migliori "maestri" anche nell'attività parrocchiale.
L'11 marzo 1962, il nuovo Vescovo di Campagna, Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Jolando Nuzzi, mi trasferì a Caggiano per reggere la Parrocchia del SS. Salvatore e S. Caterina. Non mi fu facile separarmi ed allontanarmi dalla parrocchia di Satriano, la cui Comunità aveva sempre offerto affettuosa e generosa corrispondenza alla mia opera pastorale. Ma mi ricordai il motto del Papa Giovanni XXIII., "Obbedienza e pace", la pace del cuore, frutto di obbedienza. Fui docile alla disposizione del Vescovo.
Conoscevo abbastanza Caggiano e i Caggianesi con i loro pregi e difetti, essendo il mio paese d'origine. Mi misi subito a lavorare con tanta buona volontà, confidando nell'aiuto di Dio, nella protezione della Madonna e nella collaborazione dei fedeli, aperti e disponibili, della Comunità. Anche qui, come a Satriano, i giovani e i ragazzi furono i preferiti nel mio lavoro pastorale. L'Oratorio, l'Azione Cattolica, il Cinema e in particolare il Teatro conquistarono la simpatia e la sequela di genitori e figli. Le lunghe serate trascorse nella sagrestia della Chiesa del SS. Salvatore in incontri, in discussioni e dibattiti abbastanza vivaci oppure nel Cinema parrocchiale per la preparazione delle commedie, dalle Pistrine al Fornaretto di Venezia, alla Passione e Morte di Cristo, occupavano molto tempo della mia attività quotidiana.
L'insegnamento della Religione nella Scuola Media Statale di Caggiano, nell'Istituto Statale per Ragionieri di Contursi, nell'Istituto Industriale Statale di Eboli, nella Scuola Media Statale di Contursi, di S. Gregorio Magno e di Eboli, la "Pietro da Eboli", mi hanno mantenuto a diretto contatto non solo con i giovani e i ragazzi, ma anche con le loro problematiche, a risolvere le quali davo ben volentieri il mio contributo.
Le frequenti visite ai nostri emigrati all'estero mi hanno dato la possibilità di avvicinare i componenti della nostra comunità in Germania, Venezuela, Brasile, Argentina, Australia, Usa.
In cinquant'anni di Sacerdozio non ho perso mai di vista il mio ideale: Dio e le anime. Conosco tutti i fedeli della Comunità. Con essi ho condiviso gioie e dolori, amarezze e soddisfazioni.
Con il Parroco di S. Maria dei Greci in S. Antonio, prima D. Salvatore Belluomo, poi D. Mimì Di Stasio, e con le Suore dei Sacri Cuori, che purtroppo sono andate via da Caggiano, ho mantenuto buoni rapporti di collaborazione per il bene di tutta la Comunità interparrocchiale.
Sento il dovere di ringraziare Dio e la Madonna del S. Rosario, i Vescovi, da S.E. Mons. Palatucci a S.E. Mons. Pierro, i solerti collaboratoti e tutto il popolo di Dio per i risultati positivi nell'opera di evangelizzazione e di maturazione umana e cristiana della Comunità. Chiedo perdono a Dio e al popolo del bene che potevo fare e non ho fatto, delle offese, delle sofferenze che ho potuto arrecare, mai volontariamente, alle anime affidate alle mie cure pastorali.
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