Pro loco Caggiano
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Skip Navigation LinksHome > Turismo > Percorsi architettonici > Chiesa del SS. Salvatore venerdì 20 settembre 2019 - 16:24:13
Turismo
Percorsi architettonici
Chiesa del SS. Salvatore
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Nel cuore del centro storico, a ridosso del palazzo comunale, si afferma una delle prime testimonianze religiose del culto latino, la Chiesa del S.S. Salvatore. Chiesa Madre di Caggiano, risalente a XII secolo, lunga 30m, larga 10m ed alta 11m, è ad una sola navata,

con presbiterio a volta ed il soffitto, ora in calcestruzzo, era, anticamente, costituito da una tela dipinta a cassettoni. La chiesa del SS. Salvatore è di fronte al Castello, sulla piazzetta omonima. E' chiesa ricettizia e sede d'Arcipretura.
Risale ad epoca posteriore al Mille: ha subito nei secoli vistose trasformazioni.
Sottostante alla Chiesa era una spaziosa Cappella (in Patronato di una delle tante Congreghe che vantava il paese), con un altare di legno, artisticamente lavorato, molto antico e di valore.
Oggi la Cappella è stata trasformata in sala cinematografica parrocchiale. (resa agibile e riaperta il 15 luglio 2001).
Secondo misure dei Lepore, la chiesa è lunga circa m.30, larga m. 10 ed alta sugli 11.
E' ad una sola navata. Il presbiterio è a "volta"; il soffitto, una volta, di tela dipinta a cassettoni, è stato rifatto in calcestruzzo, dando un volto meno solenne e meno armonioso a tutto il Tempio.
La facciata guarda la piazzetta ed è, direi, di stile romanico.
Il Presbiterio è separato dal resto della chiesa a mezzo di una balaustra; l'altare maggiore in marmo screziato è a colori tenui e "gentili", sembra che sia opera dei primo seicento.
Dei due altari laterali anche di marmo, quello di destra per chi guarda il Presbiterio, è dedicato alla Madonna dei Rosario, la Patrona dei Paese; l'altro, a sinistra, era dedicato alla Concezione della Vergine Maria, ed attualmente accoglie San Giuseppe: era sotto il Patronato della Famiglia Colunna, ora estinta.
La vecchia statua della Vergine dei Rosario regge sul braccio destro il Bambino ed ha il busto e il telaio di legno. E' opera antica e di un certo valore, ma non si conosce lo scultore. (E' stata sostituita da un'altra statua scolpita artisticamente in legno).
Il nostro popolo semplice, buono e generoso non si risparmiava per festeggiare nel miglior modo la Protettrice nel giorno a lei dedicato: luminarie, fuochi pirotecnici, bande musicali di prim'ordine; dai paesi vicini era un tale accorrere di pellegrini che la chiesa, splendente di luci e di addobbi, non potesse contenere tutti i fedeli, si che la piazza si trasformava in una dipendenza della chiesa.
"La Vergine e il Bambino dice lo storiografo sono vestiti di veste antica di seta; hanno sul capo una corona di argento del peso di 32 once (pari a gr. 850). Dalle due statue pendono due collane con crocetta d'oro del peso di 55 dramma (pari a gr. 235). Una collana di coralli rossi di piccolo valore è fra le mani della Vergine ecc ...”
Sull'altare della Concezione, un tempo, si accoglieva un dipinto di rame di scuola dei 700 napoletano, rappresentante la Concezione di Maria, ritagliato in modo da sembrare una statua.
Sull'altare maggiore fa bella mostra di sè un trono di legno dorato, voto di un tal "Carucci Antonio".
Nel tempio sono numerosi altri altari, più modesti, per lo più, sotto il patronato di famiglie più o meno nobili.
Molti sono i quadri affissi alle pareti e sulla volta dei tempio, ma quasi tutti di scarso valore commerciale. Sull'altare maggiore è un quadro che attribuiscono al Pucciarelli, rappresentante la trasfigurazione di Gesù; il dipinto a Maria SS. dei Soccorso è dei Peccheneda; intorno alla nicchia della Vergine dei Rosario si nota un polittico che i critici attribuiscono al Guarini. I critici moderni sono dell'avviso che sia opera di un pittore influenzato dal Solimena e dal De Mura.
Una statua di legno, antica e di valore, rappresentante S. Emidio sormonta l'altare, gia sotto il patronato dei Mignoli Morrone.
Di gran valore artistico è il pergamo in legno dei nostro insigne concittadino Cafaro Cav. Fortunato: è di stile barocco. Sulle tre pareti lignee sono scolpite episodi tratti dal Vangelo; in alto, sotto il baldacchino, finemente intarsiato, è scolpita una colomba, simbolo dello Spirito Santo, un'aquila possente raffigurante la forza della Chiesa Universale regge, simbolicamente, sul suo dorso la bell'opera.
Incorporato alla chiesa è il nuovo campanile in cemento armato, opera dell'ing. Prof. Salvatore Ruiz.
La chiesa rnatrice, fino agli inizi di questo secolo, era ricca di argenti e di ori: alcuni pezzi in argento sono di una gran rarità. Gli armadi della vecchia sacrestia custodiscono ricchi paramenti sacri.
La Chiesa, in buono stato di conservazione, presenta al suo interno numerosi affreschi, un altare maggiore in marmo gentile colorato e due altari laterali nel presbiterio. Di particolare interesse è l'importante Pergamo di Fortunato Cafaro, che per tale opera fu premiato nel 1921. Nel XV secolo svolse di fatto il ruolo di cattedrale, avendo ospitato i vescovi della soppressa diocesi di Satriano (Satriano di Lucania), distrutta dalla regina Giovanna II di Napoli. Subì diversi rifacimenti e il campanile moderno, in cemento armato, è opera dell'ingegnere Salvatore Ruiz degli inizi del XX secolo.
Ospita oltre dieci altari, nove dei quali furono sotto il patronato delle principali famiglie del paese, di cui ancora portano il nome: Immacolata Concezione ai Colonna; Annunciazione ai Solimena; Arcangelo Michele agli Altilio; Maria del Soccorso agli Oliva; Sant'Egidio e di Santa Teresa ai Morrone-Di Stasio; San Giuseppe ai Sabini; Santa Maria delle Grazie ai Casale; San Nicola di Bari ai Carusi-Abbamonte; Santa Monica ai Mignoli-Morrone.
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